sabato 31 ottobre 2009

lunedì 19 ottobre 2009

Il coraggio del codirosso


Cari amici, anche in questo freddo WE di ottobre in tanti siete venuti a trovarmi all’Oasi e di questo vi voglio ringraziare di cuore, la vostra presenza, le vostre idee e i vostri contributi piccoli o grandi che siano sono vitali per l’Oasi in queste fasi iniziali, e anche molto stimolanti e rincuoranti per me.
Sono passati a trovarmi Stefania, Orietta, Liliana, Davide e Famiglia, Roberto e Famiglia, Claudio, Matteo, Mario, Franca (spero di non avere dimenticato nessuno!) e tanti coraggiosi visitatori , considerato il freddo che faceva, che con curiosità sono entrati nel Centro Visite per sapere chi siamo, cosa facciamo, ecc. Molti tra questi gli abitanti di Arcola il cui apprezzamento ha un doppio valore e ci sprona a proseguire per la nostra strada.
Un enorme grazie a Mario che è ritornato sabato per regalare all’Oasi una stufetta elettrica usata che da qui in avanti sarà davvero indispensabile!

Ma veniamo al titolo del post. Venerdì quando ho aperto il centro visite ho trovato ad accogliermi un gradito quanto inaspettato ospite.
Deve essere stato il freddo pungente di questi giorni ad aver costretto una pimpante femmina di codirosso a lasciare i monti alla ricerca di cibo e di un clima migliore, trovandoli pensate un po’ proprio nel nostro Centro Visite. Svolazzava tra le travi, apparentemente per nulla intimorita dalla mia presenza, talvolta fermandosi a mezz’aria davanti a me come per studiarmi e osservarmi meglio. Se ne è stata a svolazzare per la stanza per un bel po’ prima di imboccare la porta. Ma in questi giorni non si è allontanata molto, rimanendo sempre nei pressi della casetta, saltellando sul tetto, sulla ringhiera e tenendo agguati alle cimici che si annidano tra gli infissi. Da dove sia entrata è presto detto, esistono infatti tra travi, tetto e pareti delle “fessure” grandi abbastanza a quanto pare per far entrare un piccolo uccello. Facendo buon viso a cattiva sorte (vi lascio immaginare come sia facile scaldare la struttura questo inverno con tutti quei buchi!) stiamo già pensando di creare altre aperture per permettere la nidificazione delle rondini la prossima primavera!
Un saluto a tutti, aggiungo al post una scheda sul codirosso, che potete commentare e integrare, magari con qualche immagine da voi scattata che gli renda giustizia.


SCHEDA CODIROSSO
(
Phoenicurus phoenicurus)

SISTEMATICA: il Codirosso (Phoenicurus phoenicurus) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei turdidi.

RICONOSCIMENTO E IDENTIFICAZIONE: L. corpo 14 cm, apertura alare tra i 20 cm e i 24 cm. Il maschio in primavera presenta il dorso di colore grigio ardesia con parti inferiori e groppone arancio-rossicci e la testa nera con fronte bianca. Le zampe sono nere. In autunno e inverno i colori si smorzano e si nota un collarino bianco sotto la gola grigia. La livrea nuziale del maschio è tra le più colorate tra gli uccelli del paleartico ed il suo piumaggio primaverile tra i più appariscenti dell’avifauna di parchi e giardini. La femmina ha dorso marrone con petto fulvo. Il groppone è rossiccio come nel maschio.Presenta tonalità uniformi e tenui, condividendo con il maschio solo il colore rosso-ruggine della coda e del groppone, da cui il nome comune.
Comportamenti caratteristici della specie, quando è posata, sono il cosiddetto "inchino", quando l’animale è all’erta e nervoso, e il tipico fremere della coda.

DISTRIBUZIONE: visitatore estivo dell'Europa, migratore di lunga distanza che sverna nei paesi tropicali del Mar Rosso fino ai laghi africani, nelle savane a nord dell’Equatore. Durante l'estate vive in tutta l'Europa fino in Siberia, ma anche in Nord Africa; è più raro sulle isole.
Il maschio arriva per primo nei primi di aprile, spesso alcuni giorni prima della femmina, prendendo possesso dei territori di nidificazione. Successivamente, dopo pochi giorni, arrivano le femmine che iniziano immediatamente la costruzione del nido e quindi la deposizione. È un uccello tipico dei boschi e dei parchi pubblici, specialmente dove esistono piante con molte cavità.
Nidificante in Italia soprattutto al Centro-Nord ed assente invece dalla Sardegna.

ALIMENTAZIONE: insettivoro, cattura piccoli insetti sia in volo sia a terra, solitamente partendo da un posatoio sopraelevato rispetto al territorio di caccia.Il codirosso si nutre in aperta campagna e nel sottobosco. Il suo regime alimentare è composto soprattutto da invertebrati che vivono nel suolo (insetti, coleotteri, lumache, vermi e ragni). Durante l'autunno fino alla primavera consuma anche molte bacche e frutti di piccole dimensioni . La sua tecnica per procacciare il cibo è ben adattata alla vegetazione densa e agli spazi aperti che si trovano sia nel sottobosco sia nei giardini. Accovacciato su un ramo basso osserva l'ambiente vicino e quando individua una preda vola giù e l'afferra per poi accovacciarsi di nuovo.

HABITAT:
boschi radi, margini di foreste, parchi con grandi alberi, ambienti rurali, parchi pubblici e giardini anche in città, purché vi sia una buona presenza arborea e disponibilità di cavità di nidificazione. Il Codirosso è presente dalla pianura fino alla montagna, ma predilige la fascia altitudinale della collina e media montagna. Frequenta di preferenza ambienti variati, con presenza di alberi maturi, spesso nelle vicinanze di costruzioni rurali. I boschi aperti di latifoglie con piante ricche di cavità, costituiscono l’habitat originario della specie.

RIPRODUZIONE: è un animale monogamo. Il nido è costruito nella cavità degli alberi, in cavità create dalla marcescenza o in buchi scavati dai picchi, ma anche in anfratti, sporgenze, cavità e nicchie in costruzioni rurali e muri. La costruzione a forma di anfora è eseguita esclusivamente dalla femmina, che, costruisce un nido a coppa grossolana con steli e piume. Apporta abbondante materiale vegetale all’interno della cavità, ma, a differenza delle cince, non utilizza muschio. La femmina depone cinque o sei uova blu-azzurro tra aprile e luglio, e una seconda cova è rara. La cova dura 13-14 giorni, mentre la permanenza dei nidiacei al nido è di 14-20 giorni, con una durata complessiva della nidificazione, dalla deposizione all'involo, di circa 35 giorni. Sia il maschio sia la femmina nutrono i piccoli.

CANTO: Il richiamo è un tic persistente e spesso ripetuto, essendo un animale territoriale spesso il maschio si pone sempre nello stesso posto. Il canto è invece breve e melodioso ed inizia con un rullante sree sree

STATUS: La specie è considerata vulnerabile ed in grande declino in gran parte d’Europa.
Le cause principali della rarefazione sono da ricercarsi nel declino delle foreste mature ed in generale nel taglio degli alberi vetusti che offrono cavità adatte alla nidificazione. Anche la siccità e desertificazione dei quartieri di svernamento africani sono considerate limitanti per la specie.
Oltre alla riduzione dell’uso dei pesticidi nelle zone di svernamento, la principale misura di protezione della specie, è la conservazione delle foreste e degli alberi maturi. Localmente l’installazione di cassette-nido può favorire in modo sensibile l’incremento della densità delle coppie nidificanti.

BIBLIOGRAFIA:

- BirdLife International 2004. Phoenicurus phoenicurus. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.
- EBN Quaderni di birdwatching Nidi artificiali per codirosso di Guido Premuda & Bruno Bedonni
- Rete ecologica nazionale

lunedì 12 ottobre 2009

Il Falco pescatore




Le immagini che vi propongo sono state scattate da Angelo Bordigoni, un appassionato fotografo dilettante nonchè assiduo frequentatore, assieme alla sua compagna, dell'Oasi. Angelo ci ha lasciato altre belle foto, oltre queste, che vi proporrò in altri post.

Alcuni dei suoi scatti sono frutto di incontri fortunati e casuali (il bello di tenere sempre pronta la camera al collo!). Altre belle foto è riuscito a scattarle costruendo semplici capanni che mi farà vedere la prossima volta che andrò all'Oasi.


Le foto di questo falco pescatore, immortalato con una preda tra gli artigli, è stata scattata il 29 settembre 2009 alle 11.18. Ma gli avvistamenti, dice Angelo, sono proseguiti fino ad oggi. Quindi amici, è aperta la caccia fotografica!!

SCHEDA

Falco pescatore (Pandion haliaetus)


Sistematica:
l'unico membro della sottofamiglia dei pandionini, famiglia dei falconidi, ordine falconiformi, classe uccelli, phylum cordati.

Distribuzione e areale:
è presente nell'Europa nord-orientale, dai Paesi scandinavi alla Russia, e in alcune regioni del Mediterraneo (coste spagnole, Nord Africa, Sicilia, Sardegna e Corsica). Si trova anche lungo la costa atlantica del Nord America.


Riconoscimento:
oltre che per la notevole apertura alare è facilmente riconoscibile per il ventre bianco candido e per la testa bianca, su cui spicca una larga banda nera che attraversa l'occhio, proseguendo posteriormente al collo. Le ali, molto lunghe e piegate a gomito, presentano nella regione carpale una
vistosa macchia nera. Maschi e femmine sono simili.Le zampe sono dotate di numerose placche provviste di minuscoli ganci che servono a trattenere le prede. Le piume dei giovani sono bordate di bianco. I pulcini sono biancastri con banda nera sull'occhio.

Biologia:
nidifica in aprile-giugno vicino a laghi e stagni, su grandi alberi e il bgrosso nido è fatto con rami e sterpi. La covata è composta di 2-4 uova bianco giallastre, macchiettate di grigio bruno. L'incubazione, effettuata da entrambi i genitori, si protrae per 35 giorni. Sotto al nido è facile rinvenire avanzi di cibo. Alimentazione composta essenzialmente da pesci che vengono catturati a pelo d'acqua o con un tuffo. Specie migratrice, si sposta in aprile-maggio e agosto-ottobre.Costruisce un grosso nido di ramoscelli a forma di cesto, sugli alberi più alti, che allarga e perfeziona di anno in anno. Nell’ambito della coppia, alla femmina spetta il compito della cova e delle cure parentali ai piccoli; il maschio procaccia il cibo per sé e per la prole. Specie di passo negli ambienti lacustri e acquitrinosi.

Voce:
il richiamo del falco pescatore è un fischio debole e stridulo.nella parata emettono un sonoro Tcip tcip tcip".


Status:
un tempo numerose in Europa settentrionale e lungo la costa atlantica del Nord America, le popolazioni di falco pescatore risentono oggi delle gravi perdite subite a causa della caccia e della contaminazione da DDT: questo,
come altri pesticidi, viene infatti assorbito dagli animali che occupano i primi anelli delle catene alimentari e intossica tutti i predatori che se ne nutrono; i rapaci, che sono al vertice della catena, ne accumulano quantità notevoli, subendo gravi danni all’apparato riproduttivo. Eliminati i fattori di disturbo, oggi le popolazioni dei falchi pescatori sono in lenta ripresa.

Sono graditi commenti ed integrazioni alla scheda e a questo post . I nostri complimenti ad Angelo!

martedì 6 ottobre 2009

Volontari dell'Oasi al lavoro!

INAUGURATO IL CENTRO VISITE DELL'OASI


Sabato 3 Ottobre 2009 è stato inaugurato il Centro Visite dell’Oasi LIPU di Arcola, una struttura che sarà gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli).
La cerimonia si è aperta, in una bella giornata di sole autunnale, con il saluto di Ugo Faralli, Responsabile Nazionale delle Oasi LIPU, alla presenza del Direttore Nazionale della LIPU Elena D’Andrea, del Presidente dell’Ente Parco Montemarcello-Magra Walter Baruzzo, dell’ Assessore al Bilancio della Provincia della Spezia, del Vice Sindaco del Comune di Arcola, di una rappresentanza del CFS.


All’evento hanno partecipato numerosi Volontari della LIPU che negli ultimi mesi mi hanno dato man forte nell’opera di ripristino e manutenzione del Centro visite e delle aree verdi dell’Oasi e in particolare alla riapertura dei sentieri, alla quale hanno partecipato anche gli Scout CNGEI della Spezia che hanno anche animato le scuole di Arcola in questo giorno di inaugurazione.














Un piccolo esercito di persone, quello dei volontari, che
ha regalato anche in questa occasione, con passione ed allegria, un po’ del proprio tempo libero, rendendo possibile questo piccolo miracolo di rinascita dell’area. A loro particolarmente è andato il riconoscimento e il plauso di tutti al quale aggiungo un mio personale enorme GRAZIE DI CUORE per tutto quello che hanno fatto, preparando torte e polpette squisite, dipingendo, rastrellando, tagliando, roncolando, detergendo, sciacquando, intrattenendo, cucinando, sostenendomi nelle mie fallanze e incombenze!

Il taglio del nastro, affidato a un giovanissimo volontario della LIPU, è stato seguito da un’escursione lungo i sentieri dell’Oasi finalizzata all’osservazione degli uccelli migratori nell’ambito del progetto europeo Eurobirdwatch. Per suggellare simbolicamente il rilancio dell’Oasi, è avvenuta la liberazione di una giovane femmina di Gheppio (Falco tinnunculus), per mano di un’alunna della classe 1° D della Scuola Media di Romito Magra, un momento molto emozionante seguito con partecipazione dagli altri alunni delle scuola accompagnati dalla Professoressa Cinzia Priore e dagli studenti della Classe II° B della Scuola Media di Arcola accompagnati dalla Professoressa Orlandi.

La politica e gli organi
istituzionali presenti hanno sottolineato l’importanza della presenza sul territorio di questa nuova realtà al fine di presidiarlo ed evitare fenomeni di degrado come purtroppo gia si sono verificati negli ultimi anni.
Gli obiettivi e le finalità della LIPU, qui come nelle altre numerose oasi d’Italia, saranno la promozione dell’area come punto di riferimento per le scuole e la comunità del territorio, attraverso
iniziative ed eventi natura durante tutti i periodi dell’anno, anche attraverso collaborazioni con ricercatori ed università per studiare e monitorare le emergenze naturali dell’Oasi.

L’oasi e il centro visite si avviano ad essere un punto di riferimento per tutti gli appassionati di natura, per la comunità locale che già frequenta l’area e per tutte le scuole materne, elementari e medie del Comune di Arcola per le quali, grazie a una convenzione stipulata tra Oasi LIPU, Comune di Arcola e Ente Parco Montemarcello-Magra, le attività didattiche sono gratuite.





L’Oasi sarà una sorta di “aula verde permanente” dove costruire, con gli insegnanti, programmi e percorsi didattici. Una struttura “viva”, utilizzata e fruita non soltanto in maniera occasionale,come un luogo dove poter anche organizzare corsi di aggiornamento sulle tematiche dell’educazione ambientale con maestri ed insegnanti. Vi invito dunque a continuare a venire all’Oasi, viverla, amarla, unendovi a noi per renderla sempre più bella e ospitale per i visitatori e per la natura. L’invito è quindi quello di prestare un po’ del proprio tempo al lavoro volontario che verrà sicuramente restituito sotto forma di soddisfazione e serenità.

Ricordo infine che per informazioni e collaborazioni con l’Oasi si può contattare il n° 340 0956080 o scrivere a oasi.arcola@lipu.it



Alla prossima!!