lunedì 19 ottobre 2009

Il coraggio del codirosso


Cari amici, anche in questo freddo WE di ottobre in tanti siete venuti a trovarmi all’Oasi e di questo vi voglio ringraziare di cuore, la vostra presenza, le vostre idee e i vostri contributi piccoli o grandi che siano sono vitali per l’Oasi in queste fasi iniziali, e anche molto stimolanti e rincuoranti per me.
Sono passati a trovarmi Stefania, Orietta, Liliana, Davide e Famiglia, Roberto e Famiglia, Claudio, Matteo, Mario, Franca (spero di non avere dimenticato nessuno!) e tanti coraggiosi visitatori , considerato il freddo che faceva, che con curiosità sono entrati nel Centro Visite per sapere chi siamo, cosa facciamo, ecc. Molti tra questi gli abitanti di Arcola il cui apprezzamento ha un doppio valore e ci sprona a proseguire per la nostra strada.
Un enorme grazie a Mario che è ritornato sabato per regalare all’Oasi una stufetta elettrica usata che da qui in avanti sarà davvero indispensabile!

Ma veniamo al titolo del post. Venerdì quando ho aperto il centro visite ho trovato ad accogliermi un gradito quanto inaspettato ospite.
Deve essere stato il freddo pungente di questi giorni ad aver costretto una pimpante femmina di codirosso a lasciare i monti alla ricerca di cibo e di un clima migliore, trovandoli pensate un po’ proprio nel nostro Centro Visite. Svolazzava tra le travi, apparentemente per nulla intimorita dalla mia presenza, talvolta fermandosi a mezz’aria davanti a me come per studiarmi e osservarmi meglio. Se ne è stata a svolazzare per la stanza per un bel po’ prima di imboccare la porta. Ma in questi giorni non si è allontanata molto, rimanendo sempre nei pressi della casetta, saltellando sul tetto, sulla ringhiera e tenendo agguati alle cimici che si annidano tra gli infissi. Da dove sia entrata è presto detto, esistono infatti tra travi, tetto e pareti delle “fessure” grandi abbastanza a quanto pare per far entrare un piccolo uccello. Facendo buon viso a cattiva sorte (vi lascio immaginare come sia facile scaldare la struttura questo inverno con tutti quei buchi!) stiamo già pensando di creare altre aperture per permettere la nidificazione delle rondini la prossima primavera!
Un saluto a tutti, aggiungo al post una scheda sul codirosso, che potete commentare e integrare, magari con qualche immagine da voi scattata che gli renda giustizia.


SCHEDA CODIROSSO
(
Phoenicurus phoenicurus)

SISTEMATICA: il Codirosso (Phoenicurus phoenicurus) è un piccolo passeriforme appartenente alla famiglia dei turdidi.

RICONOSCIMENTO E IDENTIFICAZIONE: L. corpo 14 cm, apertura alare tra i 20 cm e i 24 cm. Il maschio in primavera presenta il dorso di colore grigio ardesia con parti inferiori e groppone arancio-rossicci e la testa nera con fronte bianca. Le zampe sono nere. In autunno e inverno i colori si smorzano e si nota un collarino bianco sotto la gola grigia. La livrea nuziale del maschio è tra le più colorate tra gli uccelli del paleartico ed il suo piumaggio primaverile tra i più appariscenti dell’avifauna di parchi e giardini. La femmina ha dorso marrone con petto fulvo. Il groppone è rossiccio come nel maschio.Presenta tonalità uniformi e tenui, condividendo con il maschio solo il colore rosso-ruggine della coda e del groppone, da cui il nome comune.
Comportamenti caratteristici della specie, quando è posata, sono il cosiddetto "inchino", quando l’animale è all’erta e nervoso, e il tipico fremere della coda.

DISTRIBUZIONE: visitatore estivo dell'Europa, migratore di lunga distanza che sverna nei paesi tropicali del Mar Rosso fino ai laghi africani, nelle savane a nord dell’Equatore. Durante l'estate vive in tutta l'Europa fino in Siberia, ma anche in Nord Africa; è più raro sulle isole.
Il maschio arriva per primo nei primi di aprile, spesso alcuni giorni prima della femmina, prendendo possesso dei territori di nidificazione. Successivamente, dopo pochi giorni, arrivano le femmine che iniziano immediatamente la costruzione del nido e quindi la deposizione. È un uccello tipico dei boschi e dei parchi pubblici, specialmente dove esistono piante con molte cavità.
Nidificante in Italia soprattutto al Centro-Nord ed assente invece dalla Sardegna.

ALIMENTAZIONE: insettivoro, cattura piccoli insetti sia in volo sia a terra, solitamente partendo da un posatoio sopraelevato rispetto al territorio di caccia.Il codirosso si nutre in aperta campagna e nel sottobosco. Il suo regime alimentare è composto soprattutto da invertebrati che vivono nel suolo (insetti, coleotteri, lumache, vermi e ragni). Durante l'autunno fino alla primavera consuma anche molte bacche e frutti di piccole dimensioni . La sua tecnica per procacciare il cibo è ben adattata alla vegetazione densa e agli spazi aperti che si trovano sia nel sottobosco sia nei giardini. Accovacciato su un ramo basso osserva l'ambiente vicino e quando individua una preda vola giù e l'afferra per poi accovacciarsi di nuovo.

HABITAT:
boschi radi, margini di foreste, parchi con grandi alberi, ambienti rurali, parchi pubblici e giardini anche in città, purché vi sia una buona presenza arborea e disponibilità di cavità di nidificazione. Il Codirosso è presente dalla pianura fino alla montagna, ma predilige la fascia altitudinale della collina e media montagna. Frequenta di preferenza ambienti variati, con presenza di alberi maturi, spesso nelle vicinanze di costruzioni rurali. I boschi aperti di latifoglie con piante ricche di cavità, costituiscono l’habitat originario della specie.

RIPRODUZIONE: è un animale monogamo. Il nido è costruito nella cavità degli alberi, in cavità create dalla marcescenza o in buchi scavati dai picchi, ma anche in anfratti, sporgenze, cavità e nicchie in costruzioni rurali e muri. La costruzione a forma di anfora è eseguita esclusivamente dalla femmina, che, costruisce un nido a coppa grossolana con steli e piume. Apporta abbondante materiale vegetale all’interno della cavità, ma, a differenza delle cince, non utilizza muschio. La femmina depone cinque o sei uova blu-azzurro tra aprile e luglio, e una seconda cova è rara. La cova dura 13-14 giorni, mentre la permanenza dei nidiacei al nido è di 14-20 giorni, con una durata complessiva della nidificazione, dalla deposizione all'involo, di circa 35 giorni. Sia il maschio sia la femmina nutrono i piccoli.

CANTO: Il richiamo è un tic persistente e spesso ripetuto, essendo un animale territoriale spesso il maschio si pone sempre nello stesso posto. Il canto è invece breve e melodioso ed inizia con un rullante sree sree

STATUS: La specie è considerata vulnerabile ed in grande declino in gran parte d’Europa.
Le cause principali della rarefazione sono da ricercarsi nel declino delle foreste mature ed in generale nel taglio degli alberi vetusti che offrono cavità adatte alla nidificazione. Anche la siccità e desertificazione dei quartieri di svernamento africani sono considerate limitanti per la specie.
Oltre alla riduzione dell’uso dei pesticidi nelle zone di svernamento, la principale misura di protezione della specie, è la conservazione delle foreste e degli alberi maturi. Localmente l’installazione di cassette-nido può favorire in modo sensibile l’incremento della densità delle coppie nidificanti.

BIBLIOGRAFIA:

- BirdLife International 2004. Phoenicurus phoenicurus. In: 2008 IUCN Red List of Threatened Species. IUCN 2008.
- EBN Quaderni di birdwatching Nidi artificiali per codirosso di Guido Premuda & Bruno Bedonni
- Rete ecologica nazionale

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