lunedì 2 novembre 2009


Lo scorso WE l’oasi ha aperto con un venerdì piovigginoso, coda di un centro settimana decisamente brutto con vento forte e pioggia, tanto che il Comune di Arcola ha diramato lo stato di Allerta 1.

Nessun danno all'Oasi, solo un vecchio pioppo nero si è schiantato sulla strada che porta al Centro Visite, rimosso velocemente con la motosega. Danneggiata anche una delle palizzate che delimitano i parcheggi per disabili, probabilmente ci sono andati contro con l’auto.

Molti i visitatori negli ultimi due WE, incontri con le più svariate persone e le loro più curiose aspettative. Ad esempio, l'arzillo signore che con fare ammiccante e dopo essersi accertato che io fossi li per “dare informazioni”, mi chiede "...vede questa bella ragazza che è con me? ecco, mi dica...ci sarebbe un posticino tranquillo...lei mi capisce?, alzando la spalluccia e il sopraciglio corrispondente. Tutto sommato ci si diverte, e scambiando una chiacchiera con tutti, mi sto facendo un’idea della percezione che i frequentatori, molti i “locali”, hanno del Parco e del fiume.

Ne emerge in generale la conferma che in effetti negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, e in positivo: meno spazzatura, più ordine. Ma la cosa più sconcertante, senza dubbio interessante e degna di essere approfondita, sono le considerazioni di molti over 50 per lo più autoctoni. Molti di loro hanno una visione negativa di come sia cambiata la fisionomia del fiume negli ultimi 30-40 anni, la presenza della vegetazione, del bosco e del saliceto ripariale, è percepita come degrado, “disordine”, “sporco” . Al contrario ricordano come fosse meglio, 30 e passa anni fa, quando non esisteva vegetazione e si poteva spaziare con lo sguardo fino al fiume. Ma trent’anni fa… le rive del fiume non erano percorse avanti e indietro da camion che portavano via la ghiaia e cave di inerti, discariche di rifiuti urbani ed industriali un po’ ovunque?

Cambiando discorso, è venuto a trovarci all’Oasi Macchiavelli, “Macchia” per gli amici, grande conoscitore del fiume e dell’Oasi ma soprattutto esperto di strigiformi e abile costruttore di nidi artificiali, insomma, un uomo che non dobbiamo farci scappare! Quando è ritornato a trovarci, ci ha portato degli scampoli di tavole di abete che ci saranno molto utili nella giornata del 15 novembre quando costruiremo nidi e mangiatoie.

Anche Carlo Alberto Conti è venuto a trovarci, per provare a fotografare, l’ormai mitico falco pescatore e, bontà sua, per regalare all’Oasi uno scaffale Ikea nuovo di pacca! Grazie Carlo!

Anche Stefania, come potete vedere dalla foto di apertura, si è data da fare per l’Oasi, rimboccandosi le maniche per dare l’impregnante alle bacheche malmesse situate nel parcheggio e all’entrata del percorso ginnico.

Alla prossima!

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