domenica 31 ottobre 2010

La Tragica fine di un tarabuso


Forse il freddo, forse la denutrizione o una qualche forma di avvelenamento hanno portato alla morte uno splendido quanto raro tarabuso. Chi ce lo ha consegnato, lo ha trovato agonizzante nei pressi di un uliveto sopra le colline del Muggiano (La Spezia), dove è morto dopo poche ore. La proprietaria del fondo, tramite l'amico Vittorio, ci ha comunque contattato per consegnarcelo. Noi a nostra volta lo abbiamo consegnato alla Dott.ssa Landini Elenora della Polizia Provinciale che con ogni probabilità provvederà a imbalsamarlo per la collezione tassidermica del Museo di Calice al Cornoviglio.
Cogliamo comunque l'occasione per stilare la scheda della specie.

SCHEDA TARABUSO
Botaurus stellaris
(Linnaeus, 1758)

Nome dialettale
(Val di Magra): Capon de padù

SISTEMATICA: Classe: Aves; Ordine: Ciconiiformes; Famiglia: Ardeidae RICONOSCIMENTO E IDENTIFICAZIONE: E' riconoscibile per il piumaggio mimetico, bruno con barre e screziature, le lunghe zampe verdi, ma soprattutto per le potenti tipiche vocalizzazioni che il maschio emette in primavera e che si possono udire anche a notevoli distanze. Quando si nasconde tra la vegetazione acquatica assume una particolare posizione, con il collo allungato ed il becco rivolto verso l'alto. Il volo è lento e dal basso sono evidenti le ali larghe e rotonde, barrate di bruno e nero. Può essere confuso gli immaturi della Nitticora, decisamente più piccoli e "macchiati" (Peterson et al., 1988).

DISTRIBUZIONE: Specie eurasiatica. Circa i tre quarti della popolazione europea si trovano in Russia
ed in Ucraina, mentre nell'Europa nord-occidentale i contingenti più cospicui sono presenti in Francia e nei Paesi Bassi. Nel vecchio continente le popolazioni settentrionali ed orientali sono migratorie, mentre quelle occidentali sono più sedentarie ed i loro eventuali spostamenti sono associati a condizioni climatiche particolarmente difficili. In Italia è parzialmente sedentario e nidificante lungo la fascia costiera dell'alto Adriatico (Emilia-Romagna, Veneto, Friuli- Venezia Giulia), della Puglia e della Toscana, mentre è raro e localizzato all'interno della Pianura Padana, dove è stato osservato in Piemonte ed in Emilia-Romagna. In Piemonte e Toscana sono stati segnalati negli ultimi anni nuovi siti di nidificazione ed un incremento delle coppie presenti (Puglisi et al., 1997). Non vi sono dati certi riguardanti la presenza del Tarabuso in Sardegna nel corso del periodo riproduttivo. In passato pare fossero decisamente più numerose le coppie che utilizzavano i territori italiani per la nidificazione, ma il decremento nel nostro Paese trova conferma nell'andamento generale registrato in Europa. Nel periodo invernale giungono segnalazioni dal continente, dalla Sardegna e dalla Sicilia, dove però la presenza della specie è piuttosto irregolare. Invece costante è lo svernamento nella Pianura Padana, soprattutto in Piemonte, Lombardia e nella fascia costiera alto-adriatica. (Brichetti, 1992).
Presenza in provincia della Spezia:
Carazi (1887) lo segnalava come “comune nel passo primaverile, scarso d’autunno”; Biagioni (1994) lo segnala come presente durante il periodo migratorio e quello riproduttivo come probabile nidificante ma di difficile osservazione.


ALIMENTAZIONE:
è molto variabile in rapporto al luogo ed alla stagione. Si nutre prevalentemente di pesci appartenenti ad una grande varietà di specie diverse (Ciprinidi, Esox lucius, Lepomis gibbosus); di anfibi (Rana esculenta) di insetti, adulti e larve, di ragni, crostacei e molluschi. Può catturare anche serpenti, lucertole, nidiacei di uccelli (Rallus aquaticus, Tachybaptus ruficollis) ed addirittura piccoli mammiferi (Neomys fodiens). In minime quantità consuma anche resti vegetali (Typha). Caccia da solo, prevalentemente al crepuscolo o nella notte, in corpi d'acqua ricchi di vegetazione tra cui nascondersi. Per catturare le prede cammina lentamente nelle acque poco profonde sostando per lunghi periodi in attesa di avvistare la propria vittima (Cramp e Simmons, 1977; Voisin, 1991; Brichetti , 1992; del Hoyo et al., 1992).

HABITAT: E' una specie strettamente legata ad ambienti umidi, di abitudini schive. nel periodo riproduttivo frequenta zone paludose tranquille e con acque dolci: stagni, rive di laghi e grandi fiumi, casse di colmata e di espansione. Necessita di una fitta vegetazione emergente che lasci spazi aperti in cui pescare, di fondali poco profondi e di fluttuazioni minime del livello dell'acqua. Raramente lo si incontra in delta od estuari, le cui acque sono troppo salmastre, mentre dimostra una spiccata predilezione per fragmiteti estesi. Nidifica in zone umide costiere, più raramente nelle aree dell'interno. Nella stagione fredda, durante la migrazione, frequenta zone umide poco estese: stagni, lanche, cave abbandonate, risaie; lo svernamento invece avviene in territori paludosi con fitta vegetazione emergente: fragmiteti, tifeti, scirpeti. Talvolta lo si avvista anche in aree suburbane (Cramp e Simmons, 1977; Voisin, 1991; Brichetti, 1992; del Hoyo et al., 1992; Boano, 1997).
RIPRODUZIONE: la stagione riproduttiva in Eurasia interessa i mesi tra marzo e giugno, ma occasionalmente può iniziare anche più precocemente anticipando fino a gennaio. In Italia il maschio può iniziare ad occupare il territorio in cui verrà edificato il nido già nel mese di febbraio e la deposizione delle uova in genere ha luogo dalla metà di marzo alla fine di aprile. Si ha una sola covata all'anno, di 4-5 uova (raramente 3-7), che vengono incubate solo dalla femmina a partire dalla deposizione del primo. Il maschio può essere poligamo, arrivando ad accoppiarsi con cinque femmine nella stessa stagione. E' una specie di indole solitaria, i cui maschi difendono strenuamente il territorio. Il nido viene costruito dalla sola femmina, non lontano dall'acqua, su un letto di canne e vegetazione acquatica ed è rappresentato da un cumulo di canne, falaschi ed altro materiale vegetale. La concavità centrale può essere rivestita con piccoli rami e foglie di piante palustri. I pulli verranno accuditi solo dalla madre. (Harrison, 1988; Voisin, 1991; Brichetti, 1992; del Hoyo et al., 1992).
CANTO: il verso è simile ad un muggito ed è udibile fino a cinque km di distanza. ascolta il canto STATUS: Principali cause del declino di questa specie sono imputabili alla degradazione ed alla scomparsa di zone umide adatte alla nidificazione, e soprattutto di quelle caratterizzate da estesi canneti, fenomeno verificatosi soprattutto fino agli anni '60-'70. Altre minacce sono da ricercarsi nel disturbo arrecato dall'uomo, al quale questa specie molto diffidente è particolarmente sensibile, agli urti contro i cavi elettrici ed alle uccisioni illegali. A questo si aggiunge il prelievo sconsiderato di pulli ed uova dai nidi, favorito dalla mancanza di tutela e protezione delle aree di nidificazione. Anche l'inquinamento è responsabile del declino del B. stellaris: la peggiorata qualità delle acque ha causato la diminuzione delle prede disponibili e quindi un decremento del successo riproduttivo, nonché l'abbandono dei territori in precedenza utilizzati per la ricchezza di cibo e vegetazione in mezzo alla quale ripararsi e costruire il nido (Batten et al., 1990; Brichetti , 1992; del Hoyo et al., 1992; Tyler, 1994).
COMPORTAMENTO: Durante la stagione riproduttiva è solitario e difende marcatamente il territorio, mentre durante la migrazione diviene gregario, formando gruppi di quaranta individui o più. specie a sessi simili, il maschio ha dimensioni maggiori (Brichetti, 1992).
BIBLIOGRAFIA:
- Rete Ecologica Nazionale
- Wikipedia

martedì 5 ottobre 2010

BUON COMPLEANNO OASI!

Dico la verità,se ripenso a tutto il lavoro che abbiamo svolto, la pulizia e la riapertura dei sentieri, i tanti Eventi Natura organizzati, le liberazioni, le scuole in visita, due inondazioni, la neve, gli uccelli che vanno e vengono nel corso delle stagioni, ecc, ecc... a me sembra essere passato un secolo dal giorno dell'inaugurazione del Centro Visite dell'Oasi. Eccoci qua quindi a raccontare come sono andate le giornate dell'Eurobirdwatching e il PRIMO COMPLEANNO DELL'OASI!. La fortuna ci ha assistito per i festeggiamenti, il tempo ha tenuto e siamo riusciti a svolgere al meglio le diverse attività che avevamo messo in programma. Ancora una volta la presenza dei volontari è stata fondamentale per la riuscita del'evento. A Franca, la grande ordinatrice, le varie Stefanie, Claudio, Orietta, Lunita, Daniela, Stefano, Ercole, Virgilio, Vittorio UN ENORME GRAZIE!!
Ma andiamo con ordine.


Mostra fotografica:
sabato mattina, alla presenza del Sindaco di Arcola Livio
Giorgi e del Presidente del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra Walter Baruzzo è stata inaugurata "IMMAGINI DALL'OASI", la prima mostra fotografica dell'Oasi. In appena tre settimane abbiamo ricevuto 52 immagini divise in tre temi: Uccelli, Macro, Habitat e suggestioni fluviali. La mostra rimarrà visitabile fino a dicembre e i visitatori potranno votare le foto più belle fino al 31 ottobre.







Laboratorio didattico "Costruiamo insieme un Forno solare": i ragazzi della 3°B della Scuola Media di Arcola accompagnati da Emiliana Orlandi, Insegnante e Assessore alla Pubblica istruzione, cultura ed ambiente del comune di Arcola, hanno partecipato al laboratorio didattico "Costruiamo un forno solare" ideato e progettato dai soci Daniela Molteno, insegnante e il marito Stefano Natale, abile artigiano del legno.


Daniela e Stefano hanno fatto lavorare i ragazzi nella costruzione di uno speciale
forno solare utilizzando materiali semplici come scatole di cartone, carta di giornale, pellicola di alluminio e plexiglass, un forno in grado di cuocere davvero, come potete vedere dalle foto e raggiungere in condizioni ottimali i 160°C!

Ma ancora più spettacolare è stato vedere in funzione il forno solare formato famiglia, più simile ad un'astronave a dire il vero, sempre opera di Stefano e Daniela. Pensate che è stato sufficiente il timido sole di ottobre per portare la temperatura della camera di cottura fino a 240°C. E' bastato poco quindi per cuocere una bella teglia di mele che i ragazzi si sono sbaffati in quattro e quattrotto .


Liberate due poiane: come ormai è consuetudine nel corso degli eventi e delle feste dell'Oasi, sono state liberati due bellissimi esemplari di poiana (Buteo buteo) provenienti dal C.R.A.S. WWF dei Ronchi. Il trasporto dei due animali e la loro consegna è stata affidata al Dott. Claudio Grillo, volontario e attivista LIPU, che si è recato in mattinata al Centro Recupero Fauna Selvatica. La prima poiana, una grossa femmina, è stata liberata da Guido e Marta, due giovani fratellini soci LIPU di Genova; la seconda poiana, un maschio piuttosto combattivo, è stata liberata da Marco Dadà e Arber Mecani, due alunni della 3° B della Scuola Media di Arcola.




Rinfresco vegetariano: essendo questa la "Settimana mondiale del vegetarianesimo" abbiamo pensato di offrire a pranzo diverse specialità vegetariane preparate dai nostri soci, accompagnate da fette di pane pugliese e formaggi biologici della cooperativa Casearia Val di Vara, grigliate dentro il forno solare!






Laboratorio nidi e mangiatoie:
il sabato pomeriggio si è svolto poi l'ormai classico laboratorio didattico per la costruzione di nidi e mangiatoie.

Premiazione concorso Spring Alive Junior: In occasione del lancio del progetto Spring Alive nel marzo scorso, la rivista ALI JUNIOR aveva indetto un concorso per la raccolta del maggior numero di avvistamenti delle quattro specie protagoniste del progetto: rondine, rondone, cuculo e cicogna bianca. A vincere sono stati due giovani soci di Genova, Guido e Marta Callegari che abbiamo invitato qui all'oasi per complimentarci del gran numero di avvistamenti da loro effettuati la scorsa primavera. A loro è toccato un pacco dono con peluche, spille e una mangiatoia da giardino per bambini.
Eurobirdwatching 2010: il 2 e 3 ottobre sono state le giornate europee dedicate all'osservazione della migrazione autunnale celebrata in contemporanea in 27 paesi europei. l'Oasi LIPU Arcola ha partecipato all'evento organizzando nelle giornate di sabato e domenica tre escursioni sul fiume per raccogliere dati sulle migrazioni; 20 le specie di uccelli osservate tra le quali lo sparviere e il raro falco di palude.

Per l'occasione, visita all'Oasi per i soci della LIPU Genovese capitanata dal delegato Aldo Vener. Gli amici genovesi hanno partecipato all'escursione di sabato mattina raccogliendo molte osservazioni nell'ambito dell'iniziativa Eurobirwathing.
Un saluto a tutti e a presto!
Davide Barcellone Resp. Oasi LIPU Arcola cell: 349.0956080